Il colesterolo nelle uova e nei gamberi non preoccupa più?

Le linee guida per l'alimentazione sarebbero sbagliate, il colesterolo cattivo è in gran parte di origine genetica, non alimentare

Per la prima volta in 40 anni la commissione consultiva sulle linee guida dietetiche (il "Dietary Guidelines Advisory Committee") ribalta le sue stesse indicazioni, e include il colesterolo contenuto nelle uova tra le sostanze "non preoccupanti per la salute". Lo stesso dicasi per quello contenuto anche in altri alimenti come i gamberi. Il comitato, secondo un articolo del Washington Post, non ha cambiato la propria posizione sugli effetti negativi del colesterolo LDL (quello comunemente detto "cattivo"), ma sta rivedendo il ruolo del cibo. In pratica solo il 20% del colesterolo misurato dalle comuni analisi del sangue è correlato al proprio stile alimentare, e ben l'80% sarebbe genetico. La prima conseguenza immediata è che, apparentemente, eliminare le uova dalla propria dieta non migliora la situazione se si hanno problemi di colesterolo alto, e gli eventuali miglioramenti sono eventualmente dovuti ad altre azioni intraprese per combatterlo.
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Secondo Steven Nissen, direttore di medicina cardiovascolare della Cleveland Clinic, "Le linee guida per l'alimentazione sono sbagliate, lo sono state per decenni. Solo il 20% del colesterolo dipende dalla dieta, il resto viene dai geni".