Il cioccolato antirughe che ringiovanisce la pelle

La magia starebbe nell'elevato contenuto di antiossidanti, e il contenuto calorico sarebbe anche trascurabile

Un gruppo di ricercatori dell'Università di Cambridge ha messo a punto un tipo di cioccolato che permetterebbe di ringiovanire la pelle. In pratica un vero e proprio "cioccolato anti-rughe", la cui magia starebbe nell'elevato contenuto di antiossidanti. Il nome scelto per il (presunto) miracoloso prodotto è "Esthechoc". In sole tre settimane Esthechoc produrrebbe effetti visibili, consumandone soltanto una barretta da 7,5 grammi per 38 calorie al giorno. La barretta contiene la stessa quantità di antiossidanti di un filetto di salmone, e la stessa quantità di polifenoli di 100 grammi di cioccolato fondente. Ivan Petyaev, a capo della ricerca, ha commentato: "Utilizziamo gli stessi antiossidanti che permettono ai pesci rossi e ai fenicotteri di mantenere la propria colorazione. Abbiamo effettuato test su volontari tra i 50 e i 60 anni e abbiamo constatato che la fisiologia della pelle era migliorata fino a raggiungere il livello che è di solito proprio di pazienti tra i 20 e i 30 anni. [...] I consumatori hanno notato un miglioramento notevole nella qualità della propria pelle. [...] Contenendo solo 38 Kcal a barretta, è indicata anche per chi soffre di diabete".
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Tuttavia fioccano già le critiche da parte degli scettici. Naveed Sattar, professore di Medicina metabolica presso l'Università di Glasgow, ha dichiarato: "Ci possono essere ragioni biologiche per pensare che alcuni dei composti possono portare beneficio ad alcuni dei processi legati all'invecchiamento ed alle malattie della pelle, ma d'altra parte mangiare troppo cioccolato significa assumere più calorie, il che significa obesità, che riduce fortemente gli eventuali benefici". Dal canto suo George Grimble dell'University College of London sostiene che "C'è una potenziale solida base scientifica per questo, anche se è ovviamente siamo ancora ai primi passi [...] A mio modesto parere sarebbe necessario, per la società di Cambridge che produce questa barretta, presentarla in una rivista scientifica con tutti i dati in loro possesso, al fine di verificare l'effettiva efficacia del prodotto".