La community di Waze aiuta i criminali?

La polizia americana vorrebbe che Waze disattivasse la funzionalità di segnalazione della posizione dei posti di blocco

Waze è la più grande community a livello mondiale di navigazione stradale. Nata da una startup israeliana, è stata acquisita da Google nel 2013, per una cifra stimata in oltre un miliardo di euro. Waze si basa su un'app per smartphone che, oltre a indicare il migliore percorso fino alla propria destinazione, consente di ottenere utili informazioni sul traffico condivise dagli altri utenti. Si tratta per lo più di segnalazioni in tempo reale sugli incidenti, sui tratti di strada chiusi e sul traffico in generale, ma anche sulla posizione dei posti di blocco delle forze di polizia. Tuttavia la polizia statunitense ha recentemente fatto pressioni su Google perché disattivi proprio la funzionalità di segnalazione della posizione dei posti di blocco delle forze dell'ordine.
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Secondo lo sceriffo californiano Sergio Kopelev, si tratterebbe di uno "strumento di stalking" contro la polizia stessa, perché metterebbe a disposizione dei criminali informazioni sensibili e preziose. Il quotidiano britannico Guardian ha scritto che "non ci sono collegamenti noti tra attacchi alla polizia e uso di Waze", ma "potrebbe essere solo questione di tempo". L'azienda ha comunque sottolineato che la sicurezza è in cima alle loro priorità, e che da tempo lavorano a stretto contatto con il dipartimento di polizia di New York: "Le nostre relazioni con le forze dell'ordine", spiega Julie Mossler, portavoce di Waze, "migliorano la sicurezza dei cittadini, per esempio velocizzando le risposte alle richieste di soccorso stradale, e aiutano ad alleviare le congestioni del traffico".