Contro il reflusso gastrico una nuova tecnica

Nuova tecnica endoscopica evita di dover far ricorso alla chirurgia tradizionale

Circa un quinto della popolazione è affetta da reflusso gastrico, una patologia molto fastidiosa capace di dar luogo a bruciori di stomaco, nausea e anche rigurgiti involontari. Fino ad oggi questo disturbo è stato curato con medicinali o tecniche chirurgiche tradizionali, ma adesso sembra possibile percorrere una nuova strada. Una nuova tecnica endoscopica permette infatti la riduzione dello stomaco evitando di dover far ricorso alla chirurgia, passando "semplicemente" attraverso la bocca. Si tratta di un vero e proprio sistema di sutura endoscopica chiamato MUSE (Medigus Ultrasonic Surgical Endostapler), che permette di apportare con precisione suture endoscopiche nei punti nevralgici.
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Il MUSE è composto da una videocamera miniaturizzata e una cucitrice chirurgica. Il preciso posizionamento è garantito dall'utilizzo di onde a ultrasuoni. "Studi preliminari eseguiti con questa nuova tecnica hanno dimostrato che a 3 anni, la procedura rimane efficace nel migliorare la qualità della vita nei pazienti con MRGE (malattia da reflusso esofageo) moderata-grave. L'uso dei farmaci che normalmente vengono assunti dai pazienti con MRGE è stato eliminato o ridotto nel 73% dei soggetti sottoposti a questo trattamento" - ha commentato Guido Costamagna, direttore dell'Unità operativa di Endoscopia digestiva chirurgica del Policlinico Universitario "A. Gemelli". Il MUSE rappresenta anche un possibile trattamento dell'obesità patologica, oltre che della malattia da reflusso gastro-esofageo.