Se è vero amore ce lo dice la risonanza magnetica

Ma adesso non correte dal medico di famiglia, la mutua questa non ce la passa

Un recente studio della University of Science and Technology of China permetterebbe di stabilire una volta per tutte in maniera scientifica se è vero amore... oppure se era un calesse (per dirla alla Troisi). Battute a parte, lo studio è rigoroso e scientificamente corretto: sono state analizzate le scansioni cerebrali di circa cento persone, colte in diverse fasi delle proprie relazioni. Si è scoperto che nei soggetti che dichiaravano di essere innamorati alcune aree cerebrali risultavano più attive, ed erano le stesse in tutti quei soggetti. Le aree sono in particolare risultate essere quelle associate alla ricompensa, alla motivazione e all'emozione. È anche stato possibile identificare un'area del cervello (il cosiddetto "nucleo caudato"), che è invece maggiormente attiva alla fine di una relazione. "Il nostro studio fornisce la prima evidenza di alterazioni correlate all'amore nell'architettura del cervello, e i risultati gettano nuova luce sui meccanismi dell'amore romantico. Il prossimo passo sarà quello di fare nuovi test, in modo da avere una mappa cerebrale il più possibile accurata del cervello quando è innamorato", ha dichiarato il coordinatore della ricerca Xiaochu Zhang.
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La scultura originale ispirata all'opera dell'artista americano Robert Indiana esposta a New York (arte pop). Ne esistono versioni anche in Italiano, Ebreo, Cinese e Spagnolo. Indovinate il titolo.
Comunque per la contro-verifica c'è sempre la formula dell'amore di Dr. Creator: "Somma il numero di volte in cui in un giorno pensi al tuo partner. Poi somma il numero di volte in un giorno in cui pensi a te. Se risulta che pensi più al tuo partner che a te stesso allora è amore!" ... anche perché una risonanza magnetica per stabilire se è vero amore difficilmente la passerebbe la mutua :-) I risultati dello studio (che, ripetiamo, è uno studio scientifico serio - anche se l'argomento si presta facilmente a commenti scherzosi), sono stati pubblicati sulla rivista "Frontiers in Human Neuroscience".